Questa pandemia non solo uccide persone ma anche il nostro futuro e forse ma naturalmente speriamo di no, c’è il rischio che faccia più vittime del virus.

Stando ai dati nel 2021 il conto sarà pesantissimo. L’Italia doveva crescere dello 0,6 per cento, questo significa che avremmo prodotto, in termini di ‘ soldoni ‘, circa 15 miliardi in più. Ma a causa dell’emergenza virus per venire incontro alle tantissime necessità che si sono dovute affrontare già sono stati stanziati quasi cento miliardi. Questo significa che lo Stato dovrà non solo ‘anticipare ‘ risorse necessarie per affrontare l’attuale realtà ma dovrà dilatare anche le entrate delle tasse dei cittadini come stabilito. Bisogna poi pensare al danno incredibile che questa pandemia sta creando non solo in numeri di vittime ma anche e probabilmente saranno molte di più, in “vittime del lavoro”.

Sono già centinaia di miliardi perse dalle nostre imprese per mancate vendite ed una imprese su 10 ha già chiuso i cancelli e purtroppo siamo solo all’inizio. Per cercare di capire quello che sta succedendo e succederà in Italia, facciamo un paragone su quello che è successo e sta succedendo in Cina. Fra gennaio e febbraio, i due mesi di picco dell’epidemia, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, le vendite al dettaglio sono crollate di oltre il 20 per cento, la produzione industriale del 13,5 e gli investimenti di quasi il 25 per cento.

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Il dossier Cina ha spinto a rivedere tutte le previsioni. Gli economisti danno ormai per scontata una recessione globale. Negli Usa, dove le borse hanno già perso il 30 per cento, si pronostica una contrazione del 3 per cento.

Anche in Europa, secondo gli esperti, il primo trimestre si chiuderà con una recessione dell’uno per cento, ma fra aprile e giugno, si arriverà fino a meno 4 per cento, sperando in un recupero nel secondo semestre, che farebbe chiudere il 2020 con un meno 1,5 per cento, numeri da grande crisi.  Vediamo più da vicino le previsioni per l’Italia.

Gli studi di settore ci dicono che il nostro Paese era destinato a perdere il 2,3 per cento, ma è molto probabile che si arrivi almeno 5 per cento. Basti pensare ai vari settori che risentono e risentiranno del virus. Chi si cambia l’auto di questi tempi? Chi si compra una bicicletta o un nuovo vestito? Chi fa progetti non tanto per una settimana bianca ma semplicemente per Pasqua o le vacanze estive?

Naturalmente il colpo più basso l’ha subito il turismo e naturalmente tutte le imprese collegate che valgono il 13 per cento del PIL, ma non basta, il dover stare (giustamente) a casa significa il collasso per bar, ristoranti, alberghi, cinema, teatri, discoteche, stadi che valgono un altro 10 per cento dell’economia italiana. La storia però c’insegna che l’uomo è sempre stato più forte delle calamità e quindi ai posteri l’ardua sentenza.

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Fausto Sobrini

Giornalista esperto di lunga data, è iscritto all’albo dell’ordine dei giornalisti Lazio dal 1980.
Volto storico dell’emittente locale Rete Oro, dove attualmente conduce programmi di approfondimento che affrontano temi di attualità nel contesto sociale ed economico di Roma e della sua provincia. Vanta collaborazioni con Roma Channel e Sky.