Articolo a cura di Giuliano Borghesan

Nella vita è impossibile non avere sentito almeno una volta una canzone dei Dirotta su Cuba, ebbene quella voce così unica e inconfondibile appartiene ad una delle artiste più duttili e trasversali del mondo della musica italiana. Della sua trasversalità ne ha fatto una cifra stilistica,  passando con agilità dal soul-funk dei Dirotta alla canzone d’autore di Pacifico ed Elisa, dal jazz più morbido allo swing delle big band, un genere quest’ultimo al quale si è appassionata negli ultimi anni.

UNfinished”è il titolo del nuovo disco di Simona,  che arriva a 10 anni dall’uscita di “Spreading love”, primo album di jazz crossover con LMG4tet, rappresenta l’uscita di Simona dalla “comfort zone Dirotta su Cuba” e la volontà di riprendere in mano un lavoro iniziato anni fa, con la complicità del forzato lockdown dello scorso inverno.

Simona Bencini ha presentato UNfinished” dal vivo accompagnata da LMG4tet, in due set: il 7 Ottobre  al BLUE NOTE di Milano e l’8 ottobre al Bravo Caffè di Bologna.

Un album composto da 8 brani inediti, dal mood sofisticato e jazzy, scritti da compositori italiani e suonati da alcuni fra i più quotati musicisti jazz in Italia:  da Antonio Faraò a Fabrizio Bosso,da Julien Oliver Mazzariello a Max De Aloe passando per Dario Rosciglione e Luca Alemanno.

Merita una menzione speciale il brano “NON SO SE TU”Bruno De Filippi aveva fatto scrivere a Giorgio Calabrese, fra i più grandi autori di musica e trasmissioni televisive fra gli anni 60/70, un testo su un suo brano strumentale “April in Ny” perché gli sarebbe piaciuto che lo interpretasse una voce femminile. Nel 2003 Bruno scrisse una lettera a Simona e le spedì il brano chiedendole se avesse voluto cantarlo nel suo primo disco solista, ma la collaborazione non andò in porto perché Simona aveva preso altre direzioni.

Un album difficilmente etichettabile, sfaccettato, dove la Bencini ha fatto confluire tutti i mondi che ha frequentato nel corso di 25 anni di carriera: il funk, il soul, il jazz, lo swing, il pop. Tutto filtrato dal suo stile e dalla sua voce calda dal timbro inconfondibile carica di vissuto ed esperienza e dalla sua interpretazione che ha raggiunto ormai grande maturità e consapevolezza.

La cover del disco è stata realizzata da Pier Toffoletti, artista friulano, che ha concepito un ritratto particolare che esprime la più ampia dualità, con un occhio che scruta nell’ombra e l’altro che guarda la luce, dove si percepiscono le vibrazioni delle note grevi e l’energia di quelle più acute, insomma, Yin e Yang.