A cura di Redazione ORE12

Secondo l’intelligence americana sarebbero almeno 130.000 i militari russi ammassati con mezzi ed armi d’attacco al confine con Ucraina. Gli uomini dei Servizi di Washington hanno rivisto al rialzo la precedente stima di 100.000 di cui ha parlato negli ultimi giorni e ha aggiornato Joe Biden. Contemporaneamente dall’altra parte dello schieramento, in Ucraina, si cerca di rafforzare le misure di difesa. In queste ore sono arrivati nel Paese missili dalla Lituania ed altre munizioni dagli Stati Uniti.  Intanto prosegueno a ritmi incessanti le partenze del personale diplomatico e degli stranieri da Kiev. La Farnesina ha chiesto ai nostri connazionali, nel Paese sono oltre 2000, di far rientro in Italia. Il personale non essenziale dell’ambasciata italiana a Kiev rientrerà in patria, dopo le decisioni annunciate dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio al termine del tavolo di coordinamento sull’Ucraina. Al momento, secondo quanto si apprende, risulta poi che una decina di connazionali abbia manifestato l’intenzione di rientrare con mezzi propri dal Paese. Tante le altre nazioni che hanno deciso di chiudere o ridurre il personale diplomatico.  Gli Stati Uniti ritireranno tutto il loro personale da Kiev nelle prossime 24 o 48 ore. Lo riferisce la Cbs on Twitter, senza fornire ulteriori dettagli.

Ieri la testata ucraina European Pravda aveva affermato che l’incaricato d’affari americano, Kristina Kvien, e altri diplomatici statunitensi avevano iniziato a spostarsi da Kiev a L’vov. In precedenza il consigliere della Casa Bianca per la sicurezza nazionale, Jake Sullivan, aveva affermato che le autorita’ Usa erano pronte a ordinare a tutti i diplomatici americani di abbandonare la capitale ucraina a fronte della minaccia di un’invasione russa. Israele sta verificando la possibilità “di far uscire dalla Ucraina gli israeliani e gli ebrei del Paese anche via terra attraverso Polonia, Ungheria, Romania, Slovacchia e Moldova”. Lo ha detto il ministro degli esteri Yair Lapid citato dai media dopo aver sostenuto che Israele si prepara alla possibilità “che i cieli dell’Ucraina siano chiusi e i voli annullati”. “Il tempo stringe – ha insistito – la finestra si può chiudere”. Secondo i media, una “seconda rappresentanza diplomatica israeliana potrebbe essere aperta a Leopoli nell’Ucraina occidentale proprio per gestire la situazione e i contatti con quei paesi sono già in corso. Va detto, infine, che il Governo di Kiev, pur non vietando il sorvolo agli aerei civili del Paese, ha consigliato alle compagnie aeree di evitare le rotte che passano sul Mar Nero.