A cura di Giulia Ruas

Mercoledì sera, 13 aprile 2022, ha scattato il suo ultimo “flash” Letizia Battaglia, fotoreporter
italiana e “fotografa di mafia”, come veniva spesso definita. Aveva 87 anni ed era malata da
tempo.
Lavorò soprattutto nella sua amata terra, la Sicilia, in particolare modo a Palermo, raccontando
attraverso i suoi scatti, le scene di vita quotidiana di quella città dalle troppe sfumature, le violenze
degli “anni di piombo” e la mafia. Fu una reporter nota a livello internazionale, espose le sue
fotografie in tutto il mondo e fu la prima donna europea a ricevere il noto premio americano
“Eugene Smith” nel 1985, intitolato al celebre fotografo della rivista Life.
Il suo impegno di fotografa dentro e fuori al giornale “l’Ora” è continuo, questo perlomeno fino al
1992, l’anno degli omicidi di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, di cui era grande amica.
Col cuore a pezzi ed esausta, interromperà la sua carriera di fotoreporter, ma non per questo
abbandonerà la lotta, preferendo invece concentrarsi sulle sue attività di sensibilizzazione e

letizia battaglia

divulgazione della realtà contemporanea.
Lo sguardo di Letizia non giudica e non critica, non infierisce perché non è crudele, né cerca di
addolcire le cose: la realtà è quel che è.
Questo però non pregiudica una composizione comunque fine e attenta, sintomo di una grande
sensibilità e di vera cura e dedizione.
La scelta del Bianco e Nero, sarà veramente importante per la sua rappresentazione artistica,
infatti aiuta lo scatto a prendere vita, a far prevalere il contenuto sulla forma, la vera anima della
fotografia. E’ una scelta di stile che rispecchia il lutto interiore che vive la fotografa così dedita alla
sua città e alla sua Sicilia, paladina da sempre della giustizia e della libertà.
Oggi le fotografie di Letizia Battaglia rappresentano uno spaccato sul panorama di quella che era
Palermo negli anni forse più caldi e sanguinosi dal dopoguerra in poi, ma non solo …
Nei suoi scatti si respira infatti l’aria romantica, talvolta insalubre, che avvolgeva una regione
abbandonata dalla sua nazione; un mondo che viveva con un piede nel passato e uno nel
presente, dal volto sfaccettato come l’operato della stessa fotografa, la quale pur amando la sua
città non smetterà mai di raccontarne anche e soprattutto i lati più oscuri.
Per questa ragione gran parte del suo lavoro, è dedicata alla gente comune, bambini e donne.
I suoi soggetti sono ritratti tra le strade granitiche della città, da un occhio che non invade il loro
spazio, ma che si avvicina il giusto, con semplice eleganza, per non eliminare quella magica
espressività e semplicità che li caratterizza.
Ricchi e poveri si mescolano in un frammentato dipinto sociale che non dimentica nessuno, ma
che anzi si sofferma di più sugli indigenti e sui reietti, sugli umili, su chi vive e respira veramente la
città, i veri volti di quella Palermo distrutta e macchiata dal sangue delle sue vittime.
Letizia Battaglia ha sempre sostenuto e collaborato con diverse agenzie e laboratori artistici per
diffondere le proprie conoscenze ed esperienze a tutti coloro i quali sono desiderosi, come lei, di
fare della fotografia la propria missione, la propria arma di ribellione.
Questa “missione” culminerà con l’inaugurazione, nel 2017, del “Centro Internazionale di
Fotografia di Palermo” un archivio storico che raccoglie gli scatti di oltre 150 fotografi,
professionisti ed amatori, che desiderano mostrare al pubblico, nazionale ed internazionale, la
loro visione della città, affinché queste testimonianze possano essere conservate per sempre.