A cura di Redazione VOCE

Gregorio Paltrinieri scrive un nuovo paradigma del nuoto mondiale. Vincendo l’oro della 10 chilometri iridata nel Lago Lupa, il campione carpigiano dimostra al mondo che è possibile vincere in vasca e in acque libere nella stessa edizione di una grande rassegna internazionale. E’ possibile sì, se ti chiami Gregorio Paltrinieri, il dio dell’acqua. Più forte di tutto, del caldo, della fatica che si somma alle fatiche precedenti di nove giorni di gare, ma soprattutto più forte degli avversari migliori che potesse avere: il tedesco Wellbrock, l’ucraino Romanchuk e il compagno di Nazionale Domenico Acerenza, straordinario medaglia d’argento a soli 2 secondi dall’uomo dei record. Ovvero Greg, il primo uomo della storia del nuoto azzurro a conquistare un oro in vasca e uno in acque libere nella stessa edizione di un Mondiale. Un capolavoro che Greg completa dopo un’ora 50 minuti e 56 secondi di bracciate, gambate, spallate, virate, boe superate, sorpassi e controsorpassi. Fatica. Una fatica nella fatica di una manifestazione iridata che l’ha visto in acqua in cinque differenti competizioni. Una fatica ricompensata da quattro medaglie una più bella dell’altra: dopo quella “di legno” degli 800 stile libero (quarto), l’oro nei 1500, quindi il trasloco nelle acque libere del Lago Lupa con il bronzo nella staffetta 4×1.5 km (bronzo), l’argento nella 5 km e questo straordinario oro nella 10 km. Un climax impressionante per un campione che solo tre anni fa si affacciava per la prima volta su questa distanza a Gwangju (sesto).

team paltrinieri

LA GARA

Greg parte molto aggressivo ed è davanti a tutti alla prima boa dopo i primi 400 metri. La tattica di gara, super aggressiva, è quella che Greg ha utilizzato anche nei 1500 in vasca, dove la fatica è però di un quinto rispetto alla 10 chilometri in acque libere. Con lui ci sono Romanchuk, Razosvski e, ovviamente, Wellbrock. Che ad un quinto di gara si porta in testa e inizia ad imprimere il proprio ritmo. Ma la tattica di Paltrinieri non cambia e nel secondo giro il campione carpigiano piazza un altro strappo, riallungando il gruppo e facendo ulteriore selezione. L’azione decisiva arriva ad un chilometro dalla fine, quando Greg e Acerenza scappano via e chiudono davanti a Wellbrock (1h51’11”2), terzo dopo una gara tutta in testa. Battuto allo sprint anche l’altro favorito francese Marc Antoine Olivier, ventiseienne francese argento mondiale uscente (1h51’11″5). Fuori a metà gara il vecampione olimpico Kristóf Rasovszky. Qui il video Rai degli ultimi minuti della cavalcata di Greg.

LE PAROLE DEL CAMPIONE

“E’ un sogno. Primo e secondo è la cosa più bella che potesse succedere. Quando sono partito sentivo che dietro di me c’era lui e non Wellbrock – dice Greg –. Mimmo (Acerenza, ndr) lo sento da come mi tocca i piedi, mi ha fatto da scudiero e lo ringrazio. La strategia era quella di lasciarlo andare, che mi trasportasse verso un finale dove avrei potuto attaccarlo e sfiancarlo partendo da lontano; ho bevuto tantissimo e poi l’ultimo 1500 ho tirato a bestia partendo sul mio lato favorito. Siamo grandi amici con Acerenza, ci siamo allenati tanto tempo insieme ad Ostia quest’anno. Torno con quattro medaglie che è quasi il bottino completo; ho iniziato questa stagione post olimpica bene, allenandomi a dovere e ho dimostrato a me stesso che potevo far bene. All’inizio di questa nuova avventura ti vengono sempre mille preoccupazioni soprattutto dopo gli 800 in piscina. Li mi sono scoraggiato e ho pensavo tornassi a casa senza nulla. E  invece è stata la scintilla, perchè mi serviva rompere il ghiaccio per iniziare una cavalcata avvincente”.

Allenatore dell’anno 2021, Fabrizio Antonelli, già  atleta della nazionale di nuoto di fondo dal 2005 al 2008, nonchè mentore di Rachele Bruni argento olimpico a Rio 2016, dal 2020 prepara i due azzurri Paltrinieri e Acerenza: “Si può aggiungere poco, sminuirebbe quello che i ragazzi hanno fatto. Un miracolo sportivo. Abbiamo sognato questa cosa e loro l’hanno resa reale. L’avevo sognata cosi – dice l’allenatore di Greg –. Chiunque abbia visto qualche gara di fondo sapeva che non potevamo giocarcela negli ultimi metri ed abbiamo lanciato una volata più lunga; è andata meglio di quanto pensassimo. La prova degli 800 ci ha permesso di fare delle valutazioni per sfruttare al meglio la condizione di Greg. Di lui non posso aggiungere altro. Non ci sono aggettivi. Domenico invece è un grande professionista che ogni giorno si vuole migliorare. Il testarsi continuativamente con Gregorio lo ha portato a questi risultati”.

Una cavalcata che è già record ma che guarda inevitabilmente al futuro: le Olimpiadi di Parigi 2024. La nuova sfida di Greg.